{"id":2287,"date":"2013-04-18T21:06:35","date_gmt":"2013-04-18T20:06:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gestionecondoministintino.it\/?page_id=2287"},"modified":"2013-04-19T08:55:21","modified_gmt":"2013-04-19T07:55:21","slug":"cassazione-civile-2012-settembre-dicembre","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.gestionecondoministintino.it\/?page_id=2287","title":{"rendered":"CASSAZIONE CIVILE 2012: Settembre \/ Dicembre"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>SETTEMBRE<\/b><\/span><\/span><\/span><br \/>\nIn tema di condominio negli edifici, ove un condomino, convenuto con azione di riduzione in pristino di uno spazio di propriet\u00e0 comune, proponga un\u00b4eccezione riconvenzionale di usucapione, al fine limitato di paralizzare la pretesa avversaria, non si configura un\u00b4ipotesi di litisconsorzio necessario in relazione ai restanti condomini, sussistente, invece, in caso di domanda riconvenzionale di riconoscimento della propriet\u00e0 esclusiva del bene, risolvendosi detta eccezione, che pur amplia il &#8220;thema decidendum&#8221;, in un accertamento &#8220;incidenter tantum&#8221;, destinato ad esplicare efficacia soltanto fra le parti.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Cass. Civ., Sez. II, 3\/9\/2012, n. 14765<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">In tema di condominio negli edifici,ciascun condomino pu\u00f2 legittimamente proporre le azioni reali a difesa della propriet\u00e0 comune, senza che si renda necessaria l&#8217;integrazione del contraddittorio nei confronti degli altri condomini, avendo il diritto di ogni partecipante al condominio per oggetto la cosa comune intesa nella sua interezza, pur se entro i limiti dei concorrenti diritti altrui.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Cass. Civ., Sez. II, 3\/9\/2012, n. 14765 <\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">In ipotesi di perimento totale o parziale dell&#8217;edificio in condominio,anche inferiore ai tre quarti del suo valore, ciascun condomino ha il potere di ricostruire le parti comuni del fabbricato, che siano andate distrutte e che siano indispensabili per ripristinare l&#8217;esistenza e il godimento del bene di dominio individuale, nell&#8217;esercizio non di un diritto di superficie, ma di facolt\u00e0 inerenti alla propriet\u00e0 esclusiva ed a quella condominiale, in quanto tali non suscettibili di prescrizione per non uso.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Cass. Civ., Sez. VI &#8211; II, 14\/9\/2912, Ordinanza n. 1 5482<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">La deliberazione dell&#8217;assemblea di condominio, relativa alla ratifica della costituzione nel giudizio di cassazione nonch\u00e9 della proposizione del ricorso incidentale da parte dell&#8217;amministratore, operando soltanto per la rispettiva fase del procedimento, non sana la mancanza della preventiva autorizzazione assembleare concernente l&#8217;appello formulato dallo stesso amministratore avverso la sentenza di primo grado, con conseguenti nullit\u00e0 della decisione, che su tale gravame si sia pronunciata, e passaggio in giudicato della prima sentenza per difetto di valida impugnazione.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>Cass. Civ., Sez. II, 20\/9\/2012, n. 15838<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>OTTOBRE<br \/>\n<\/b><\/span><\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">In tema di condominio, nel caso di sopraelevazione effettuata dal proprietario dell&#8217;ultimo piano che alteri l&#8217;aspetto o il decoro architettonico dell&#8217;intero immobile, l\u00b4azione diretta ad ottenere la &#8220;restitutio in integrum&#8221;, di cui gli altri condomini sono titolari, a differenza di quella diretta contro una sopraelevazione non consentita dalle condizioni statiche dell&#8217;edificio, \u00e8 soggetta a prescrizione ventennale.<br \/>\n<\/span><\/span><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #000000;\"><span lang=\"it-IT\"><b>Cass. Civ., Sez. II, 5\/10\/2012, n. 17035<\/b><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #000000;\"><span lang=\"it-IT\">In tema di condominio negli edifici, le innovazioni di cui all\u00b4art. 1120 cod. civ. Non corrispondono alle modificazioni, cui si riferisce l&#8217;art. 1102 cod. civ., atteso che le prime sono costituite da opere di trasformazione, le quali incidono sull&#8217;essenza della cosa comune, alterandone l\u00b4originaria funzione e destinazione, mentre le seconde si inquadrano nelle facolt\u00e0 del condomino in ordine alla migliore, pi\u00f9 comoda e razionale, utilizzazione della cosa, facolt\u00e0 che incontrano solo i limiti indicati nello stesso art. 1102 cod. civ.<br \/>\n<b>Cass. Civ., Sez. II, 19\/10\/2012, n. 18052<\/b><\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #000000;\"><span lang=\"it-IT\">In tema di condominio negli edifici, atteso che le spese dei lavori di manutenzione straordinaria delle parti comuni deliberati dall&#8217;assemblea si ripartiscono tra i condomini secondo le tabelle millesimali, ai sensi dell&#8217;art. 1123 cod. civ., ricorrono le condizioni di liquidit\u00e0 ed esigibilit\u00e0 del credito, che consentono al condominio di richiederne il pagamento con procedura monitoria nei confronti del singolo condomino. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"en-US\">Cass. Civ., Sez. II, 19\/10\/2012, n. 18072<\/span><\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #000000;\"><span lang=\"it-IT\">In tema di condominio negli edifici, la &#8220;prorogatio imperii&#8221; dell&#8217;amministratore &#8211; che trova fondamento nella presunzione di conformit\u00e0 alla volont\u00e0 dei condomini e nell&#8217;interesse del condominio alla continuit\u00e0 dell&#8217;amministrazione &#8211; si applica in ogni caso in cui il condominio rimanga privo dell&#8217;opera dell&#8217;amministratore e, quindi, non solo nelle ipotesi di scadenza del termine di cui all&#8217;art. 1129, secondo comma, cod. civ. o di dimissioni, ma anche nei casi di revoca o annullamento per illegittimit\u00e0 della delibera di nomina. Ne consegue che l&#8217;amministratore condominiale, la cui nomina sia stata dichiarata invalida, continua ad esercitare legittimamente, fino all&#8217;avvenuta sostituzione, i poteri di rappresentanza, anche processuale, dei comproprietari, rimanendo l&#8217;accertamento di detta &#8220;prorogatio&#8221; rimesso al controllo d&#8217;ufficio del giudice e non soggetto ad eccezione di parte, in quanto sia inerente alla regolare costituzione del rapporto processuale.<\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"en-US\">Cass. Civ., Sez. II, 30\/10\/2012, n. 18660<\/span><\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #000000;\"><span lang=\"it-IT\">Nell&#8217;ipotesi di cessione in propriet\u00e0 ad un terzo del lastrico solare e del diritto di sopraelevazione, effettuata da chi ne era titolare anteriormente alla costituzione del condominio, non solo il lastrico solare rimane escluso dalla presunzione legale di propriet\u00e0 comune, ma, nel caso di sopraelevazione, il nuovo lastrico rimane di propriet\u00e0 del titolare del precedente lastrico, indipendentemente dalla propriet\u00e0 della costruzione. Il diritto di superficie, infatti, salvo che il titolo non ponga limiti di altezza al diritto di sopraelevazione, non si esaurisce con l&#8217;erezione della costruzione sul lastrico, n\u00e9 il nuovo lastrico si trasforma in bene condominiale, poich\u00e9 il titolare della superficie, allorch\u00e9 eleva una nuova costruzione, anche se entra automaticamente nel condominio per le parti comuni ad esso, ha un solo obbligo nei confronti dello stesso, cio\u00e8 quello di dare un tetto all&#8217;edificio, restando, tuttavia, sempre titolare del diritto di sopralzo, che \u00e8 indipendente dalla propriet\u00e0 della costruzione. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"en-US\">Cass. Civ., Sez. II, 31\/10\/2012, n. 18822<\/span><\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><b>NOVEMBRE<\/b><br \/>\n<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #000000;\"><span lang=\"it-IT\">L&#8217;art. 1127 cod. civ. sottopone il diritto di sopraelevazione del proprietario dell&#8217;ultimo piano dell&#8217;edificio a tre limiti, dei quali il primo (le condizioni statiche) introduce un divieto assoluto, cui \u00e8 possibile ovviare soltanto se, con il consenso unanime dei condomini, il proprietario sia autorizzato all&#8217;esecuzione delle opere di rafforzamento e di consolidamento necessarie a rendere idoneo il fabbricato a sopportare il peso della nuova costruzione, mentre gli altri due limiti (il pregiudizio delle linee architettoniche e la diminuzione di aria e di luce) presuppongono l&#8217;opposizione facoltativa dei singoli condomini interessati. Ne consegue che le condizioni statiche dell&#8217;edificio rappresentano un limite all&#8217;esistenza stessa del diritto di sopraelevazione, e non gi\u00e0 l&#8217;oggetto di verificazione e di consolidamento per il futuro esercizio dello stesso, limite che si sostanzia nel potenziale pericolo per la stabilit\u00e0 del fabbricato derivante dalla sopraelevazione, il cui accertamento costituisce apprezzamento di fatto riservato al giudice di merito, non sindacabile in sede di legittimit\u00e0 se congruamente motivato. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"en-US\">Cass. Civ., Sez. II, 30\/11\/2012, n. 21491 <\/span><\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #000000;\"><span lang=\"it-IT\">In ipotesi di edificio in condominio, tutti i cond\u00f2mini, e non soltanto quelli che siano proprietari delle porzioni esclusive direttamente prospettanti verso le costruzioni che violano le distanze legali, sono legittimati ad agire per far valere il rispetto delle disposizioni sulle distanze, le quali mirano a salvaguardare i fabbricati considerati nella loro interezza. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm;\" align=\"JUSTIFY\"><strong><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: Times New Roman,serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span lang=\"en-US\">Cass. Civ., Sez. II, 30\/11\/2012, n. 21486<\/span><\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SETTEMBRE In tema di condominio negli edifici, ove un condomino, convenuto con azione di riduzione in pristino di uno spazio di propriet\u00e0 comune, proponga un\u00b4eccezione riconvenzionale di usucapione, al fine limitato di paralizzare la pretesa avversaria, non si configura un\u00b4ipotesi di litisconsorzio necessario in relazione ai restanti condomini, sussistente, invece, in caso di domanda riconvenzionale [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-2287","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.gestionecondoministintino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2287","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.gestionecondoministintino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.gestionecondoministintino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gestionecondoministintino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.gestionecondoministintino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2287"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.gestionecondoministintino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2287\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2288,"href":"https:\/\/www.gestionecondoministintino.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2287\/revisions\/2288"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.gestionecondoministintino.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2287"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}